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Posts Tagged ‘vino’

Cosa abbinare al cioccolato? Nessun vino, da me conosciuto, si presta bene allo scopo. Un classico abbinamento è cioccolato/Barolo chinato. Anche il Visner – “vino” di visciole, che ho scoperto nelle Marche, ben si adatta ad essere sorseggiato con preparazioni a base di cioccolato e perchè no anche con il gelato.

Eccovi una descrizione ricavata dal sito: prodottitipici.com

Materia prima: visciole nere, vernaccia rossa di Pergola, zucchero, alcool 90°.

Tecnologia di lavorazione: La tecnica di lavorazione del visner prevede due varianti. Nella prima si utilizzano 16 Kg di viscide nere snocciolate più altri 4 Kg di visciole intere, pestate unitamente al nocciolo. Il tutto viene poi posto in una damigiana aggiungendo circa 10 litri di vino rosso locale e 4 Kg di zucchero. Nella zona di Pergola, dove questo prodotto è particolarmente diffuso, è consuetudine aggiungere vernaccia rossa locale in quantità più consistenti (circa 13 litri). E’ tradizione più recente sostituire parte dell’alcool puro con rhum. Viene avviato un processo fermentativo che deve durare per almeno 60 giorni, durante i quali è necessario provvedere all’agitazione periodica della damigiana. Terminata la fermentazione, il prodotto viene filtrato e lasciato a depositare per altri 5 o 6 mesi, al termine dei quali si può procedere all’imbottigliamento. In altri casi si lascia fermentare per 8 mesi, si filtra, si aggiunge l’alcool, con lo zucchero ben sciolto. Si versa il tutto in una damigiana dove rimane per circa tre settimane, quindi si imbottiglia.

Caratteristiche del prodotto finito: Bevanda di colore rosso intenso con percezioni olfattive di visciola e frutti di bosco, dotata di buona gradazione alcolica (mediamente 14°-15°) e struttura, gusto prevalentemente dolce. Il visner è utilizzato come vino da dessert. E’ conosciuto anche con l’impropria denominazione di “VINO DI VISCOLE”.

Area di produzione: Nella provincia di Pesaro e Urbino, in particolare nelle 5 Comunità Montane dell’Alta Valmarecchia, del Montefeltro, del Catria e Nerone, del Catria e Cesano e dell’Alto e Medio Metauro.

Calendario di produzione: mesi estivi.

Note: Riferimenti bibliografici:
Picchi G. “Atlante dei sapori: le Conserve”, Insor, Franco Angeli, Milano 1993;
Guerra T. “Il polverone”, Maggioli, 1998;
Pozzetto G. “La cucina del Montefeltro”, Franco Muzzio Ed., Padova, 1998;
AA:W. “Le società mediterranee”, Franco Angeli, Milano 1988;
Valentini V. “Tutti a tavola”. Ed. Promoter.

fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Marche. Anno XXXIII, n.° 63, 20 maggio 2002

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Salutata Roma si parte per la verde Umbria  verso Spoleto sede vescovile, con il suo teatro romano

 dove ogni anno si svolge il Festival dei Due Mondi ed il suo Duomo del dodicesimo secolo con affreschi di Filippo Lippi,

 

Duomo di Spoleto

i suoi preziosi scorci si aprono agli occhi del visitatore e si staglia alta la Rocca costruita per rinsaldare il dominio papale.


 

 

 

 

Lasciando la citttà ci ha colpito San Pietro, una chiesa del ‘200 alle pendici del Monteluco in cima ad una scalinata un po’ trascurata ma bella.


San Pietro - Spoleto

 

 

 

 

 

 

Negativa è stata la sosta nell’osteria “alle Fonti del Clitunno” posto turistico con laghetto dove ci hanno servito una grigliata bruciacchiata dopo un antipasto misto di scarsa qualità.

Siamo poi stati ricompensati dalla vista di Trevi mentre siamo penetrati nelle anguste stradine ricche di scorci nel centro storico di  Spello  ,

 

                

 sfiorata Assisi che abbiamo ammirato da lontano.

Assisi


 

 

 

 

 

Verso sera con un po’ di difficoltà abbiamo trovato l’agriturismo Collina dei Fagiani a Umbertide,  difficoltoso è stato trovare anche la “Locanda di nonna Gelsa” a Niccone ma ne valeva la pena; un menù con i fiocchi: fettuccine con scorzone, anatra con porcini semplicemente splendida e tirami sù con fragole accompagnati da un vino rosso d.o.c. d’ annata.

Di buon mattino dopo un paio di foto ad Umbertide  siamo partiti per Ravenna, ultima tappa della nostra vacanza.

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Di buon mattino ci siamo diretti verso Montepulciano, cittadina arroccata tra la Val d’Orcia e la Valdichiana. Era il 1° maggio e lì si svolgeva la Festa del Patrono e tutte le vie che portano alla bella piazza Grande erano invase da  bancarelle variopinte e da molta gente.

Con grande difficoltà siamo riusiti a visitarla

Palazzo Comunale - Montepulciano

 

Palazzo Nobili - Tarugi -

Duomo - Montepulciano

 

 

 

 

 

 

Pozzo de' Grifi e de' Leoni

 

Laura è riuscita ad arrivare fin lassù e ad acquistare il vino Nobile di Montepulciano d.o.c.g. nella cantina Contucci

Palazzo Contucci - Montepulciano

 

adiacente alla piazza.

Fuori dal caos del centro è stato piacevole visitare il Tempio di San Biagio

tempio di San Biagio

che sorge su una sorta di terrazza naturale, domina le ondulazioni circostanti dei vigneti.

Lasciata Montepulciano ci siamo diretti per il pranzo a Sarteano suggestivo borgo ai confini con l’Umbria ed all’ una eravamo con le gambe sotto la tavola ” da Gagliano”

 L’ambiente è semplice e rustico con pochi tavoli ma molto accogliente.

 

 Iniziamo con:  zuppa di asparagi

e ceci e lasagnetta al forno con caprino e menta a seguire cinghiale locale in dolce forte (con cacao) e agnello al forno con lardo e finocchio selvatico, cipolle in agreste con noci accompagnati da vino Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino; per finire il bicchierino di ratafià di pera picciola. Un oste appassionato che ha saputo illustrarci con professionalità e cultura la composizione e l’origine dei piatti, gustosi ed appettitosi.

Lasciamo Sarteano e ci dirigiamo su Roma dove Aldo parteciperà a degli appuntamenti culinari organizzati dal Gambero Rosso.

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Pienza è situata su un colle nel cuore della Val d’Orcia che domina un vasto panorama. Sul punto più alto del colle visitiamo la piazza voluta dal papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini) da cui prende il nome, nato proprio in questo borgo, che, fra il 1459 ed il 1462 la trasformò per opera dell’architetto Bernardino Rossellino in un gioiello urbanistico secondo i canoni rinascimentali.

Sullo sfondo la Cattedrale

Cattedrale - Pienza

alla sua sinistra il Palazzo Vescovile, e sul lato opposto Palazzo Piccolomini con davanti un pozzo del Rossellino,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mentre a nord si affaccia il Palazzo Comunale

Palazzo Comunale - Pienza


 

Dal retro della cattedrale inizia una passeggiata panoramica di grande suggestione. 

 

Corso Rossellino è l’asse principale del borgo su cui si affacciano i palazzi signorili

   

 

e molti negozi che vendono prodotti tipici. Il più famoso dei quali è il Pecorino di Pienza che non ci siamo fatti mancare;

 

con l’occasione abbiamo acquistato anche un pecorino con il tartufo nero, il salame di cinta senese, le salsiccette di cinghiale ed il prosciutto crudo toscano d.o.p.

 

 

 

Dopo aver visitato l’interno di palazzo Piccolomini, imponente con rigorose forme rinascimentali, ci siamo diretti all’Agriturismo “La collina” con cena e pernottamento.

 

Il posto è raffinato e la cena abbondante: due primi piatti “la ribollita” e “pici al ragù di chianina. I pici sono fatti con farina e acqua del monte Amiata, come secondo pollo con peperoni e melanzane e per dessert ” la pinolata”.

Una bella dormita ed il giorno dopo partenza per Montepulciano.


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Dopo aver lasciato Volterra giriamo il timone verso Montalcino lungo strade che si snodano tra verdi colline in gran parte ricoperte da vigneti nei quali si coltiva il Sangiovese, che qui assume il nome di Brunello, da cui si ottiene il celebratissimo “Brunello di Montalcino” d.o.c.g.  ma anche il “Rosso di Montalcino” d.o.c.

Montalcino

La cittadina è arroccata su un colle dove troneggia la possente Fortezza trecentesca con torri e bastioni; da lì si domina tutta la campagna circostante.

Fortezza - Montalcino


 

 

 

Dopo aver visitato la fortezza solo due passi ci separano da “l’Osteria di Porta al Cassero” dentro le mura. L’ambiente è accogliente con due salette graziose, curiosamente siamo stati sistemati sopra un profondissimo pozzo o cisterna, protetto da un vetro spesso, che serviva per fornire l’acqua in caso di necessità agli abitanti di Montalcino. Avevamo appetito; la pappa al pomodoro ed il passato di ceci erano buonissimi e non da meno sono stati l’arrosto morto di coniglio, i salumi ed i formaggi.

 

 

 

Ci siamo fatti accompagnare da uno splendido Brunello di Montalcino d.o.c.g. vendemmia 2006 della cantina “La Fortuna” , abbiamo finito con  il moscadello “Florus” e con la piacevole sorpresa di un conto leggero.


Una sosta in enoteca per l’acquisto dei vini e poi circondati da vigneti,

vigneto di Brunello

ci aspettava ancora un piacevole e rilassante trasferimento a Pienza .

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Continua il nostro viaggio in Toscana. Da San Gimignano proseguiamo verso Volterra con una doverosa sosta ad ammirare le morbide colline toscane e la loro vegetazione,

 

 

 

 

dove arriviamo verso sera e dopo esserci sistemati a “Villa Marmini” un agriturismo immerso nella campagna verdeggiante e silenziosa di Volterra,



 

 

 

ci siamo avviati alla ricerca dell’osteria “da Badò”. Il posto era davvero grazioso e tranquillo.

Dopo un antipasto misto con bruschette con: funghi,  pomodoro, lingua, fegatini, polpettine, salsiccia, lombo, fregolona, prosciutto crudo ed il  pecorino con fave, siamo passati ai primi piatti: casereccia con ceci e carciofi, pappardelle alla lepre.

Come secondo un croccantissimo piatto di fritto misto di cervella e verdure, e per finire il dolce: pan pepato e vino passito Sauternes. Locale ottimo per professionalità, qualità, cortesia e prezzo.


 

Al mattino dopo un’abbondante colazione ed uno sguardoa al panorama

Palazzo dei Priori - Volterra

ci avviamo verso la città murata e dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio sotterraneo visitiamo il centro medioevale di Volterra città famosa per l’alabastro posta su una collina. Ci ha colpito la Piazza dei Priori una delle più affascinanti piazze d’Italia circondata da palazzi severi , quello dei Priori in pietra merlato sul quale si leva una torre a doppio ballatoio,

il Palazzo vescovile ed il Palazzo Pretorio  che incorpora la torre merlata del Porcellino e dietro al palazzo dei Priori ammiriamo il Duomo con la sua facciata romanica del XII XIII secolo.

Palazzo dei Pretori - Volterra

Duomo – Volterra

 e poi via verso Montalcino

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Con Laura volevamo andare in luoghi mai visitati prima in Toscana. Non ci siamo limitati all’aspetto paesaggistico e storico ma supportati dalla guida Slow Food “Osterie d’Italia 2011” abbiamo voluto conoscere i prodotti tipici e la cucina locale prestando particolare attenzione ai piatti della tradizione radicati nel territorio. 

Arrivati nella bella San Gimignano attraversate le stradine medievali, come programmato, in centro storico troviamo la ”Osteria del Carcere”, veniamo accolti con cortesia dalla proprietaria.

Il locale ha pochi tavoli, nella vetrinetta affiancata al bancone sono esposti salumi, formaggi, dolci che ci  fanno capire di essere arrivati nel posto giusto.                          

 

 

 

 

Ci facciamo portare un calice di “vernaccia di San Gimignano d.o.c.g.” ordiniamo un piatto di crostoni misti seguiti da

 arista di maiale al forno, faraona disossata con le castagne e per finire un buon caffè che ci viene fatto con la moka   Il conto è in linea con quanto indicato nella guida.

Fatti pochi passi ammiriamo la Piazza della Cisterna circondata da palazzi signorili ornati da torri

Piazza della cisterna - San Gimignano

e proseguiamo verso la Piazza del Duomo che dalla fine del ‘200 ne costituisce il centro vitale e possiamo ammirare la semplice facciata della Collegiata costruzione romanica del XI secolo

Collegiata - San Gimignano

                                                                                                                                    e l’antico Palazzo del Podesta con la facciata parte in laterizio e parte in pietra con la Loggia dominato dalla torre detta “La Rognosa”. Ci aggiriamo per il borgo murato osservando e fotografando scorci suggestivi ed ultimata la visita proseguiamo per Volterra.

Palazzo del Podestà - San Gimignano






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