Questo piatto è il legame fra la cucina veneta e quella laziale, viene infatti preparato nelle due regioni quasi nello stesso modo.
Le trippe devono essere ben lavate ed acquistate da un macellaio di fiducia. La trippa è una frattaglia del bovino costituita da diverse parti dello stomaco e NON, come molti erroneamente ritengono, dall’intestino dell’animale. Se volete il massimo chiedetegli il tipo” 100 pezzi”. I veneti aggiungono il parmigiano, i laziali il pecorino.
Ingredienti: trippe 500 gr. , 1 cipolla, poco peperoncino, 2 spicchi d’aglio, 1 carotina, un mazzetto di erbe aromatiche (salvia, rosmarino ecc. ), 2 pomodori freschi, 100 gr. parmigiano reggiano, olio evo, sale e pepe q.b.
Preparazione: faccio bollire le trippe per 20 minuti in pentola a pressione, scolo e le metto in un tegame in cui ho rosolato nell’olio la cipolla e la carota sminuzzate assieme all’aglio e a una punta di peperoncino. Mescolo, dopo qualche minuto aggiungo il pomodoro senza buccia a pezzettini, devo salare pepare e cucinare a fuoco lento. Dieci minuti prima di finire la cottura aggiungo il parmigiano reggiano ed amalgamo. Importante è il mazzetto di erbe aromatiche che accompagna tutta la cottura, in cui le erbe sono cucite assieme come vuole la tradizione (vedi foto)


era favolosa! La prossima volta la facciamo in brodo.
Vorrai dire “anche” in brodo!
Quando organizziamo la due giorni culinaria la trippa in brodo la prendiamo la mattina al posto del caffè, ok?
Se la memoria non m’inganna, un pò di tempo fa, qualcuno ha fatto colazione con pancetta, sopressa rabosino e non ricordo cos’altro. Direi che siamo vaccianti.
scusa, volevo dire “VACCINATI”
COMPLIMENTI !!!! (wiwa la TRIPPA !!!!!)
!!!!!! L’ adoro in tutti i modi !!!